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28 Maggio 2026
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Lucera canta per le donne – Dall’abuso alla cura: un viaggio nell’opera

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Lucera – in collaborazione con l’Ambito territoriale “Appennino Dauno Settentrionale”, il Centro Antiviolenza “Giovanna Tanese” e la cooperativa sociale “Il Filo di Arianna”, soggetto promotore – promuove per la serata di martedì 26 novembre un recital lirico dal forte valore simbolico e civile.

Il titolo scelto, “Lucera canta per le donne – Dall’abuso alla cura: un viaggio nell’opera”, racconta già l’intento dell’iniziativa: usare la potenza del melodramma per dare voce alle ferite, alle contraddizioni e al desiderio di riscatto che attraversano le storie di violenza, troppo spesso consumate nel silenzio delle mura domestiche. La musica, in questo progetto, non è soltanto intrattenimento, ma diventa linguaggio educativo, strumento di consapevolezza, occasione di riflessione condivisa.

Il programma del recital è costruito come un percorso in tre tappe – Ombra, Ferita e Resilienza, Luce – che attraversa alcune delle pagine più celebri del repertorio operistico. Nella prima sezione, “Ombra”, emergono i toni cupi della gelosia e del possesso, con brani tratti da Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo: storie in cui la tensione emotiva degenera in violenza, rivelando il volto distruttivo di un amore malato.

La seconda sezione, “Ferita e Resilienza”, si concentra invece sulla sofferenza e sulla capacità di resistere. Le note de La traviata di Verdi, di Tosca e Madama Butterfly di Puccini, insieme alla poesia rarefatta del Clair de lune di Debussy per pianoforte, accompagnano il pubblico in un territorio emotivo complesso: quello delle vittime, spesso intrappolate in dinamiche di abuso da cui è difficile uscire, ma al tempo stesso capaci di cercare, con dignità, un varco di libertà. Un ideale “ponte verso la luce” è affidato alla celeberrima aria “Nessun dorma” da Turandot, simbolo di una speranza ostinata che non si arrende alla notte.

Nella terza sezione, significativamente intitolata “Luce”, la serata approda a un orizzonte più sereno, con le pagine di Bohème di Puccini: “Mi chiamano Mimì” e “O soave fanciulla” raccontano un amore fatto di tenerezza, fragilità e reciproca cura. È l’idea di relazione che gli organizzatori desiderano proporre come alternativa concreta alla logica della sopraffazione: un amore che non possiede, non controlla, non ferisce, ma custodisce e sostiene.

A dare vita a questo percorso saranno il soprano Nunzia Santodirocco, il tenore Paolo Spagnuolo e il pianista M° Vincenzo Galassi, artisti di consolidata esperienza nel repertorio lirico, molto attivi nel panorama concertistico e particolarmente sensibili ai temi sociali che l’evento intende mettere al centro. La scelta di affidare a professionisti di alto livello un tema così delicato sottolinea la volontà di coniugare qualità artistica e impegno civile.

L’ingresso al recital è gratuito, fino ad esaurimento posti, per favorire la massima partecipazione di cittadinanza, scuole, associazioni e realtà del territorio. L’invito è rivolto non solo alle donne, ma anche e soprattutto agli uomini, alle famiglie, ai giovani: perché la lotta alla violenza di genere riguarda l’intera comunità e richiede un profondo cambiamento culturale.

Attraverso la musica e le storie dell’opera, l’iniziativa vuole smascherare le dinamiche di violenza e gelosia travestite da amore e, al tempo stesso, indicare un’altra via possibile: quella di relazioni fondate sul rispetto, sull’ascolto e sulla reciproca responsabilità.

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