Sfogliando – Detti e Contraddetti…così per dire: “SO’ RREVÁTE I GGIOSTRE!”


I proverbi e i modi di dire lucerini sono tanti. Di solito la loro origine è lontana e frutto di culture passate. Molto spesso hanno alle loro spalle un riferimento ben preciso, ovvero una storia e un significato, che non molti conoscono, dato che si tratta di detti appartenenti alla tradizione, alcuni scomparsi e altri poco in uso. Allora, non è mai troppo tardi per riproporli e questa rubrica offre un’opportunità piacevole, e speriamo interessante, per saperne di più.

” SO’ RREVÁTE I GGIOSTRE!”

giostre lucera

foto di foggiatoday.it

Traduzione: (È arrivato il luna park!)

Significato:  “E’ arrivato il divertimento per piccini e grandi”

Curiosità:  “Alcuni anni fa, quando a Lucera arrivava il “luna park”, che si chiamava “ a ggiostre”, si creava un’atmosfera particolare, fatta di suoni e colori, che coinvolgeva tutti. E ai bambini sembrava di vivere in un mondo fiabesco. A Lucera “ ‘a ggiostre ” che, nel rispetto di un calendario certo, arrivava immancabilmente per le feste pasquali e per la festa patronale, era un po’ l’anima di quelle festività. “A ggiostre”, composta di attrazioni smontabili, trasportate in carovana con carrozzoni e camion che emanavano odore di nafta, si disponeva con i vari giochi presso la Villa Comunale, lungo tutto il viale, partendo dall’ex GIL, poi Scuola Media A. Manzoni. C’erano tantissime belle attrazioni, per bambini, giovani e meno giovani, mentre le note dei tormentoni estivi del momento, sovrastavano gli inviti dei giostrai a divertirsi e le voci di migliaia di persone che affollavano il viale.

Tra le attrazioni più significative vanno ricordate:

• i MACCHÍNE DA SCONDRE: tranne i bambini e i ragazzi non accompagnati da un adulto, tutti potevano guidare l’automobilina, senza dover rispettare lo stop o dare la precedenza; cercando, anzi, l’incidente e il tamponamento. Raramente qualcuno poteva farsi male, quando lo scontro era frontale e l’occupante dell’automobilina non si reggeva bene. C’erano solo due posti, perciò quale migliore scusa per abbordare una ragazza;
• i SEGGIULÈLLE: era una sorta di altalena con i sediolini, legati e appesi a una ruota azionata da un motore elettricamente, che giravano sempre con maggiore velocità in tondo e non in alto e basso. A parte il divertimento che il gioco procurava in sé, c’era anche la possibilità di vincere un premio. Chi riusciva, mentre girava, a staccare a volo un codino appeso a un palo, posto a una certa distanza dalla ruota, aveva un giro omaggio;
• i DISCHE VOLÁNDE: sembravano navicelle spaziali, verniciate di colori accesi e lucidate fino a brillare, con sotto un labirinto di bracci meccanici, un groviglio di cavi, bulloni, che si alzavano in volo e si abbassavano a comando di chi li guidava, mentre giravano attorno a un sistema rotante, anch’esso mosso da un potente motore elettrico;
• ‘A RÓTA PANORAMICA: una grande ruota metallica che faceva girare alcune cabine, a essa attaccate, le quali salivano e scendevano per effetto del giro della stessa. Quando la cabina raggiungeva il punto più alto, la ruota si fermava per pochi secondi permettendo di godere di un bel panorama della città, del castello, dei Monti dauni e della campagna a nord di Lucera;
• ‘A GGIOSTRE D’I CRIJATÚRE: con cavalli e personaggi di fantasia, eroi tratti dai fumetti e dai giornalini di Walt Disney. Per i bambini era un appuntamento irrinunciabile, tanto che a volte per fare il giro sulla giostra essi erano costretti ad aspettare per un po’ di tempo il proprio turno;
• Ancora: ‘A CÁSE D’I SPÌCCHJE, uno dei luoghi più frequentati dai giovani. Un grosso baraccone, con un labirinto interno fatto di specchi deformanti che alteravano la prospettiva, da dove si faticava a trovare l’uscita;
U PUNGIBOLLE, con cui i giovanotti misuravano la loro forza con un punteggio ottenuto dopo averlo colpito con pugni;

  • U TIRE A SSÈGNE dove, utilizzando pistole o fucili ad aria compressa, si cercava di colpire le varie sagome e sulla base del punteggio raggiunto vincere uno dei premi in palio;
  • U TUNNELLE DE L’AMÓRE, dove i fidanzati trovavano un po’ d’intimità per scambiarsi un bacio. A un certo punto, sarà perché vicino alla Villa Comunale si trovava l’ospedale, sarà perché le regole sulla sicurezza erano cambiate, sarà per i continui reclami dei residenti, “i ggiostre” vennero spostate “ ‘A pèzze u lághe “. E i tanti giochi furono sostituiti da attrazioni robotiche, altalene elettroniche, congegni rotanti. Resta, inoltre, che da qualche anno “i ggiostre” non vengono più a Lucera. E questo rappresenta una cesoia con un passato non molto lontano. .


Rubrica di Lino Montanaro & Lino Zicca

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