“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 390
A Lucera non si dice “ Ha sposato la donna sbagliata “ ma si dice: “ NGE STEVÈNE CCHJÙ CCAPPUCCE ‘ND’A L’ÚRTE“ – (Traduzione: Non c’erano più cavoli nell’orto)
A Lucera non si dice “ La sofferenza la sente solo chi la vive ” ma si dice: “ U DELÓRE ÉJE ‘ND’A L’ ÓGNE “ – (Traduzione: Il dolore è nell’unghia)
A Lucera non si dice “ Tutto si è svolto alla perfezione“ ma si dice: “ È JJÚTE LÍSSCE LÍSSCE“ – (Traduzione: È andato tutto liscio)
A Lucera non si dice “ La giacca non è stata confezionata bene “ ma si dice: “ PARE NU STRUPPJATE, FACE DEFÈTTE ARRÉTE “ (Traduzione: Sembra una malformazione, fa difetto dietro)
A Lucera non si dice “ Mi hai angustiato con queste idiozie“ ma si dice: “ AVASTE, NNE ME SCIACCANANNE! “ – (Traduzione: Basta, non mi scocciare )
A Lucera non si dice “ Sono tante piccole cose che procurano fastidio “ ma si dice: “ SÒ SCKITTE SCERPETIGGHÍJE “ – (Traduzione: Sono solo cose da niente)
A Lucera non si dice “ A chi sa intendere, poche parole bastano “ ma si dice: “ CHI TÉNE CAPE CAPÍSSCE “ – (Traduzione: Chi ha cervello capisce)
A Lucera non si dice “ Questa pasta mi sembra ancora cruda“ ma si dice: “ ‘A PASTE STACE ANGÓRE O’ NEGOZÍJE! ” – (Traduzione: La pasta è ancora in negozio )
A Lucera non si dice “ La morte colpisce tutti indistintamente“ ma si dice: “ CHI MAGNE E VVÉVE, PÚRE MÓRE “ – (Traduzione: Chi mangia e beve, pure muore)
A Lucera non si dice “ Rispondo alla tua richiesta con un diniego “ ma si dice: “ ATTÀNDETE ‘NGÚLE CHE TE PASSE U VULÍJE “ – (Traduzione: Toccati il sedere che ti passa la voglia)
In foto Dipinto di Luigi Valeno
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