“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 409
A Lucera non si dice “ È una persona avida “ ma si dice: “ NEN LASSE MANGHE L’ÓSSERE D’I MMÚRTE “ – (Traduzione: Non lascia neanche le ossa dei morti )
A Lucera non si dice “ Ma perché sei così arrabbiato? ” ma si dice: “ CHE T’AVÌSSE MAGNATE, CÓDE DE VERRUCHÈLE? “ – (Traduzione: Cosa hai mangiato code di cavallette?)
A Lucera non si dice “ Lo ha svegliato, causandogli difficoltà a riprendere a dormire “ ma si dice: “ L’È JJÚTE A SCUNGIÀ E L’À FATTE SBALÍJÀ U SÚNNE! “ – (Traduzione: Lo ha interrotto mentre dormiva e gli ha fatto disperdere il sonno)
A Lucera non si dice “ Non ha mai apprezzato e sfruttato le occasioni a suo favore “ ma si dice: “ NZÀ MAJE SAPÚTE ALLECCÀ U ZUCCHERE “ (Traduzione: Non ha mai saputo leccare lo zucchero)
A Lucera non si dice “ Fare una cosa in modo raffazzonato per salvare le apparenze “ ma si dice: “ CÚM’ÈJE BBÈLLE ‘A PULEZZÍJE, DECEÍJE QUILLE CHE SE METTÍJE A MUTANDE A SMÈRZE “ – (Traduzione: Come è bella la pulizia, disse quello che si mise le mutande rivoltate)
A Lucera non si dice “ MADÒ CUME STACE ATTRASSATE! “ ma si dice: “ È in astinenza sessuale“ – (Traduzione: Perbacco che voglia che ha!)
A Lucera non si dice “ È un ragazzo furbo e malizioso “ ma si dice: “ ÉJE NU CUSARÌLLE TANDE, MA FÈTE D’A L’ÓGNE D’I PÍDE “ – (Traduzione: È solo un ragazzino, ma puzza dalle unghie dei piedi)
A Lucera non si dice “ La corruzione è una pratica comune e accettata “ ma si dice: “ A QQUÀ ÉJA TUTTE NU MAGNA MMAGNE ” – (Traduzione: Qui è tutto un mangia mangia)
A Lucera non si dice “ La tua è una richiesta assurda “ ma si dice: “ MA CHE STÍSSE ‘MBRIACHE? “ – (Traduzione: Ma tu sei ubriaco!)
A Lucera non si dice “ Questo non ci voleva proprio! “ ma si dice: “ E CHE SORTE DE SCAMBELÓNE, CUM’À VUTA ÈSSE! “ – (Traduzione: E che grosso guaio, come è potuto accadere!)
In foto, “La chiesa di San Pasquale”.
una tela del pittore lucerino Gianni Mentana
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