“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 419
A Lucera non si dice “Lo valuto poco, non avendone alcuna stima o fiducia “ ma si dice: “A QUILLE ‘NGE DÈSSE MANGHE L’ACQUE D’A SARÓLE “ – (Traduzione: A quello non gli darei neanche l’acqua contenuta nel recipiente di terracotta)
A Lucera non si dice “ Ha l’atteggiamento mentale di chi va sempre di fretta ” ma si dice: “ PARE CA I VÓLLE SÈMBE ‘A SÈGGE ‘NGÚLE “ – (Traduzione: Sembra che gli bolle sempre la sedia sotto il sedere )
A Lucera non si dice “ È una persona maltrattata da tutti “ ma si dice: “ A QUILLE U PIGGHJÈNE TUTTE NNANDEPÍDE “ – (Traduzione: A quello lo mettono tutti sotto i piedi)
A Lucera non si dice “ Sei una persona doppia, falsa, infedele e traditrice “ ma si dice: “SÌ CÚM’E CANE MAGONZE “ (Traduzione: Sei come Gano di Magonza – Nb: Gano di Magonza è un personaggio della Chanson de Roland, poema del ciclo carolingio, ricordato perché tradì Carlo Magno ed il suo nome è associato alla scorrettezza e all’ipocrisia e come il traditore per eccellenza, tanto che Dante Alighieri lo colloca nell’ultimo cerchio dell’Inferno tra i traditori della patria)
A Lucera non si dice “ Non vede o non vuole vedere quello che gli succede intorno “ ma si dice: “ TÉNE I PANNÈTTE ANNANZ’A L’ ÚCCHJE “ – (Traduzione: Ha le tendine davanti agli occhi)
A Lucera non si dice “ Non dobbiamo far capire niente“ ma si dice: “ÀMMA PARLÀ CHE L’UPPELE MMOCCHE “ – (Traduzione: Dobbiamo parlare con il tappo in bocca)
A Lucera non si dice “ Non gli piace avere contatti con la gente “ ma si dice: “ S’È NZAVARRATE N’DA CASE“ – (Traduzione: si è rinchiuso in casa)
A Lucera non si dice “ Non ha una grande avvenenza fisica “ ma si dice: “ÉJE ACCUSSÌ BBRÙTTE CHE QUANNE PASSE SE STUTENE I LAMBIÚNE” – (Traduzione: È così brutta che quando passa si spengono i lampioni)
A Lucera non si dice “ Fa perdere ogni entusiasmo “ ma si dice: “ ROMBE SÈMBE U VÚLLE DÍND’A CAVEDARE “ – (Traduzione: Rompe sempre la bollitura nella pentola)
A Lucera non si dice “ Mi sono recato alla veglia funebre “ ma si dice: “ SÒ JJÚTE O’ MÚRTE A FFA’ U DUÙRE “ – (Traduzione: Sono stato dal morto a fare il dovere).
In foto un dipinto di Gianni Mentana
[LINO MONTANARO BIOGRAFIA E PUBBLICAZIONI PRECEDENTI]

