La statua di Ottaviano Cesare Augusto fu donata alla Città di Lucera dal Governo nel 1940 e collocata originariamente in Piazza Duomo (come evidenziato nella foto).
Essa, ritenuta a torto o a ragione, un simbolo del ventennio, rischiava di essere distrutta se nel 1945 non si fosse provveduto al suo spostamento in Villa Comunale, in sostituzione di una colonna detta “Stele dell’Impero”, eretta nel 1936 a ricordo dei militari lucerini caduti in Africa.
La statua ha una mano con delle dita mancanti, che sono state rotte da alcuni soldati canadesi di stanza a Lucera, facenti parte dell’esercito di liberazione nella seconda guerra mondiale. Si racconta che dei giovani canadesi in preda ai fumi dell’alcol abbiano invitato ripetutamente Cesare a bere con loro e, poiché questi non accettava l’invito, fu sottoposto al tiro al bersaglio con le bottiglie vuote di birra, alcune delle quali colpirono la mano rompendogli alcune dita.
Successivamente è nata una leggenda metropolitana, alimentata soprattutto dai racconti fantasiosi del protagonista degli stessi, noto come venditore di carne da lui stesso macellata e destinata al mercato clandestino. Egli abitava in una delle casette basse a ridosso della chiesa di Sand’Andúne, ora scomparse, giusto nella direzione ove puntava il dito indice di Cesare. Questi, ricevuta la visita delle guardie, ritenne responsabile di tale controllo la statua stessa. Perciò, volendo impedire altre delazioni, avrebbe mozzato le dita di Cesare.


