Con profondo dolore, il direttore e la redazione di Lucera.it comunicano la scomparsa di Romano Petroianni, collaboratore stimato e amico sincero.
Il ricordo del direttore Michele Urbano
Oggi voglio ricordare Romano con affetto, non solo per il suo valore professionale, ma per la persona che è stata.
Romano si presentò alla porta della nostra redazione da gran Signore con molto garbo ed educazione mi fece dono di due suoi preziosi “quadernetti” senza alcuna pretesa o richiesta di pubblicazione. Mi spiegò di essere un cultore del dialetto di Lucera e autore di diversi libri (tra i quali, uno, il più corposo di 3400 pagine, diviso in tre volumi, dal peso complessivo di 7 kg. , intitolato – “U rataville” ).
Sfogliando i suoi quadernetti mi resi subito conto di avere davanti a me una persona estremamente preparata che con le sue pubblicazioni avrebbe arricchito l’offerta culturale della nostra informazione.
Lui accettò con gioia la proposta di pubblicarli sul nostro giornale.
Nacque così la rubrica “I quadernetti di Romano” che ha visto ben 35 pubblicazioni tutte molto apprezzate dai nostri lettori e che hanno ricevuto decine di migliaia di letture e download delle sue opere.
Ma Romano non era soltanto un valido collaboratore. Romano è stato anche un buon amico. Un uomo moderato, mite, buono, sempre pronto a dare il giusto consiglio. Mi disse una delle ultime volte con cui ebbi il piacere di parlare con lui: “Sono stato un uomo fortunato. Da giovane facevo il lavoro che mi piaceva. Un lavoro che mi ha fatto togliere tante soddisfazioni a quei tempi. Mi sono divertito. Poi mi sono sposato. Mia moglie, i miei figli i miei nipoti. Ho pensato sempre e solo a loro. Sono stato un uomo fortunato. Ricorda sempre di mettere al primo posto tua moglie e i tuoi figli e che ogni cosa che farai nel bene o nel male ricadrà su di loro. Nella coppia sii sempre un marito leale e fedele, come padre sii sempre un esempio positivo per i tuoi figli“.
La famiglia. Romano la metteva sempre al primo posto. Un uomo che nella vita ha saputo riadattarsi quando decise di seguire l’azienda di famiglia dedicandosi all’agricoltura di cui conosceva ben poco. Nonostante tutto ha continuato a leggere, studiare, scrivere fino a quando la vista gliel’ha permesso (fino a pochi mesi fa).
Sei stato una gran bella persona Romano. Felice di aver avuto la fortuna di conoscerti. Grazie di tutto.
Oggi mi unisco con commozione al dolore della sua famiglia, della moglie Teresa, dei figli Luca e Manuela, dei suoi nipotini.
Michele Urbano
Il ricordo di Lino Montanaro
Ci ha lasciato anche ROMANO PETROIANNI. Vorrei ricordarlo con una frase bellissima: Un signore d’altri tempi, un signore per bene, di quelli che oggi è difficile incontrare. Non ho avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo personalmente, ma ho imparato ad apprezzarlo attraverso i suoi scritti, figli di una cultura sterminata. Era un lucerino che amava veramente la sua città, un cultore del dialetto di Lucera e autore di libri, tra i quali, uno, il più corposo di 3400 pagine, diviso in tre volumi, dal peso complessivo di 7 kg. , intitolato – “U rataville”, che comprende: “Antologia”, “Grammatica lucerina” e “Vocabolario” con oltre 40.000 parole. E anche l’autore dei famosi “Quadernetti in dialetto di Lucera”, dove ha tentato con successo di fare chiarezza e far luce alle tante incongruenze etimologiche del nostro dialetto. Ciao Romano, sarà difficile sopportare la tua assenza. Sentite condoglianze ai familiari.

