Il 2025 si è chiuso con un brindisi da primato per le bollicine italiane: durante le festività sono state stappate più di 100 milioni di bottiglie di spumante italiano, con il Capodanno che ha segnato il picco assoluto dei consumi. Il Prosecco, nelle versioni Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e Prosecco DOC, ha guidato la classifica stilata da Coldiretti/Ixè, seguito da Asti, Asolo Prosecco Superiore DOCG, Franciacorta, Trentodoc e Alta Langa, con una crescente presenza di produzioni locali che si sono affermate lungo tutto lo Stivale.
Dal Nord al Sud, le piccole cantine italiane si sono confermate protagoniste dei brindisi: Trebbiano, Verdicchio, Falanghina, Grechetto, Malvasia, Grillo, Nero d’Avola, Negroamaro, Durello e Vermentino, solo per citarne alcune, hanno contribuito a rendere unico ogni brindisi, celebrando le eccellenze enologiche italiane.
Il Cenone di Capodanno: tradizione e budget sempre più sotto pressione
A fare da cornice a questo trionfo di gusto è stato un Cenone di Capodanno sempre più costoso. Secondo Coldiretti/Ixè, le famiglie italiane hanno speso in media 104 euro, con un aumento del 7% rispetto al 2024. Il 42% dei cittadini ha festeggiato in casa, un numero pari si è recato da parenti o amici, mentre il 16% ha scelto ristoranti e agriturismi, che hanno registrato oltre 400.000 prenotazioni, +5% rispetto all’anno precedente.
La spesa è risultata molto variabile: il 30% delle famiglie è riuscito a contenere il budget entro i 50 euro, il 28% ha speso tra 50 e 100 euro, il 22% tra 100 e 150 euro, mentre quote minori hanno raggiunto fino a 200 euro (11%), 300 euro (5%) o oltre (4%). Geograficamente, il Sud ha guidato con una spesa media di 131 euro, seguito dalle Isole (113 euro) e dal Centro (107 euro); il Nord-Ovest e il Nord-Est si sono fermati rispettivamente a 92 e 84 euro. Anche l’età dei festeggianti ha inciso: la fascia 35-44 anni ha speso in media 118 euro, contro i 95 euro degli over 64.
Spumante Italiano e tradizioni: un Capodanno tra gusto e convivialità
Dal Cenone alla mezzanotte, l’Italia ha celebrato le proprie tradizioni culinarie e enologiche, con un occhio attento al portafoglio. Secondo il Centro Studi Confcooperative, complessivamente gli italiani hanno speso 2,5 miliardi di euro per i festeggiamenti, 200 milioni in più rispetto al 2024. Questo aumento non è stato espressione di opulenza, ma ha riflettuto il caro vita e l’inflazione, nonostante una tredicesima più ricca e un mercato del lavoro in crescita.
Le abitudini sono rimaste solide: 4 italiani su 10 hanno festeggiato in casa, 3 su 10 in viaggio tra città d’arte e montagne, e gli altri nei ristoranti e negli hotel. Immancabili le lenticchie, simbolo di prosperità, con le rinomate lenticchie di Castelluccio di Norcia già esaurite, a testimoniare la resilienza dei borghi italiani.
️ Cucina italiana e spumante: il connubio perfetto
La Cucina Italiana, riconosciuta Patrimonio UNESCO, ha dominato i menù di Capodanno, mentre le bollicine italiane ne sono state compagne ideali: insieme, hanno rappresentato il cuore di una festività che ha celebrato gusto, convivialità e tradizione. Dalle cantine più celebri alle produzioni locali emergenti, ogni brindisi è diventato un tributo al valore del Made in Italy, simbolo di eccellenza, qualità e creatività enologica.
Che si tratti di Prosecco, Franciacorta, Trentodoc o spumanti regionali, il Capodanno in Italia ha confermato ancora una volta il ruolo centrale delle eccellenze italiane nel mondo del vino e nella cultura gastronomica nazionale.

