Una notizia attesa e accolta con grande favore dall’industria agroalimentare italiana arriva nella notte di Capodanno dagli Stati Uniti. Il Dipartimento del Commercio Usa ha infatti deciso di ridurre drasticamente i dazi sulle importazioni di pasta italiana, scongiurando l’ipotesi di un temuto “super-dazio” che avrebbe messo a serio rischio uno dei comparti simbolo del Made in Italy.
La decisione rappresenta un importante risultato diplomatico e un segnale concreto di riconoscimento del valore, della qualità e della correttezza produttiva delle aziende italiane, inizialmente accusate di dumping, ovvero di vendere la pasta sul mercato americano a prezzi ritenuti troppo bassi per la concorrenza locale.
Dazi ridotti: i numeri
La revisione al ribasso delle tariffe ha avuto effetti immediati e significativi. In particolare:
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La Molisana vede il proprio dazio passare da oltre il 90% al 2,26%;
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Garofalo scende al 13,98%;
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per gli altri produttori non direttamente esaminati il dazio è stato fissato al 9,09%.
A queste percentuali si aggiunge il 15% di dazio generale applicato ai prodotti provenienti dall’Unione Europea, in base agli accordi siglati durante la presidenza Trump nel 2025. Un quadro che, pur restando impegnativo, risulta ora sostenibile per le imprese italiane.
La Farnesina: “Riconosciuta la collaborazione delle aziende”
Soddisfazione è stata espressa dal Ministero degli Esteri. In una nota, la Farnesina sottolinea come l’analisi post-preliminare abbia rideterminato in misura significativamente più bassa le aliquote fissate lo scorso settembre, evidenziando “la fattiva volontà di collaborare delle nostre aziende” e l’efficacia del sostegno garantito dal Governo italiano sin dalle prime fasi della vertenza.
Un impegno che, viene ribadito, proseguirà anche in vista delle decisioni definitive.
Un mercato strategico
Il mercato statunitense rappresenta uno snodo fondamentale per la pasta italiana, con esportazioni che nel solo 2024 hanno raggiunto 671 milioni di euro. L’ipotesi di un super-dazio avrebbe avuto conseguenze pesantissime: aumento dei prezzi per i consumatori americani, perdita di competitività per le aziende italiane e spazio crescente per prodotti di imitazione, il cosiddetto Italian sounding.
La riduzione dei dazi consente invece di tutelare qualità, filiera e occupazione, mantenendo alto il valore del prodotto italiano sul principale mercato extraeuropeo.
Le associazioni di categoria
Positiva anche la reazione delle associazioni di settore. Coldiretti, Filiera Italia e Unione Italiana Food hanno ringraziato il Governo per l’azione svolta. Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food, ha parlato di un risultato frutto di un percorso “complesso e delicato”, affrontato dalle imprese con trasparenza e spirito di collaborazione.
“Questo esito – ha sottolineato – dimostra quanto sia centrale il ruolo di Unione Italiana Food nel rappresentare e tutelare le aziende italiane, soprattutto quando si tratta di difendere la qualità e la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali”.
Una decisione che segna dunque un punto di svolta positivo, rafforzando il posizionamento della pasta italiana negli Stati Uniti e confermando l’importanza della diplomazia economica a sostegno delle eccellenze nazionali.

