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Lucer…arte: “L’adorazione dei Pastori” e l’errata attribuzione dell’autore del quadro

L'adorazione dei Pastori, Chiesa San Domenico Lucera - autore Marco dal Pino - Costa al Pino, Siena, 1525

Per questo ultimo articolo dell’anno, in concomitanza con le imminenti festività, ho scelto un quadro avente un soggetto natalizio e precisamente quello esposto nella bellissima Chiesa di San Domenico.

Quast’opera raffigura la natività di Cristo ed è situata sull’altare. Opera commissionata dalla famiglia Corrado nel 1571, poi passata alla famiglia Villani (secondo quanto appreso dal carteggio posto sull’altare).

Nel carteggio descrittivo dell’opera viene indicato “erroneamente” che l’autore del quadro è Fabrizio Santafede. Dalle ricerche e gli studi che ho fatto, sono certo di affermare che l’indicazione è completamente errata in quanto l’autore del quadro è Marco dal Pino ( oppure semplicemente Pino ) detto anche Marco da Siena. Ed in questo articolo vi spiegherò il perchè, prove alla mano.

Il quadro di notevole dimensione (2metri x 2,5metri circa) è quasi sicuramente uno dei quadri più datati tra quelli esistenti nelle chiese di Lucera, in effetti esso risale al 1500, ed tipicamente un quadro rinascementale-manieristico della scuola toscana.

Esso è stato appellato come: “La natività” oppure “San Giuseppe”, ma in realtà il quadro è riconosciuto come “L’adorazione dei Pastori”. Possiamo ammirare le tre figure alla destra di chi guarda, i pastori. La parte che colpisce di questo dipinto, oltre alla bella presenza della Vergine e di San Giuseppe, accovacciato vicino al bambinello, è Gesù bambino che si trova per terra in un letto di paglia e di un agnellino che rimanda “all’Agnello di Dio”. Vedremo in seguito che quest’accostamento e posizionamento è una delle caratteristiche dell’autore che sono certo di poter affermare è Marco dal Pino.

Fa da sfondo alle belle figure in primo piano degli angeli in gloria, con ruderi architettonici ed una città murata.

Passiamo ora all’autore di questa bellissima opera, Marco dal Pino, nato a Costa al Pino, Siena, 1525 – morto a Napoli nel 1583, pittore rinascimentale e manieristico.

Noto anche come Marco dal Pino, per la città natale (il borgo senese Costa al Pino), si formò presso la bottega di Domenico Beccafumi, durante questo periodo di addestramenti collaborò probabilmente col maestro alla realizzazione di alcune committenze ed eseguì gli affreschi in Palazzo Francesconi e in Palazzo Mignatelli; nel 1542 giunse a Roma in cerca di fortuna, entrando in contatto con l’arte di Michelangelo e di Raffaello. Michelangelo avrà parole di stima, che in lui vede un discepolo. Lo stesso Michelangelo  infatti, lo definirà come: “vero secreto della pittura”. Nel 1546 partecipò alla realizzazione degli affreschi di Castel Sant’Angelo e all’esecuzione degli affreschi nella cappella Della Rovere in Trinità dei Monti. Dal 1552 si trasferì a Napoli dove passò il resto della sua vita, ha collaborato alla decorazione della cripta nell’abbazia di Montecassino e della cappella Albertini. Da segnalare l’affresco con la Resurrezione di Cristo nell’Oratorio del Gonfalone e la tavola con lo stesso soggetto conservata alla Galleria Borghese.

La mia tesi sulla paternità dell’opera è supportata anche dal fatto che l’autore ha fatto varie copie di quella che possiamo ammirare a Lucera, modificando semplicemente piccole parti. Ma i soggetti principali sono praticamente uguali. La più simile alla nostra si trova a Fidenza nel museo del duomo.

Il quadro esposto a Fidenza

La foto, non bellissima, fa intuire chiaramente la somiglianza con il nostro quadro. Come già riportato all’inizio di questo articolo, il nostro autore ha fatto varie riproduzioni dello stesso soggetto, tutti questi dipinti hanno sempre il Gesù bambino e l’agnellino posto a terra.

Dobbiamo fare una precisazione. Il nostro pittore ha ripreso un’incisione di Cornelius Cort, un incisore olandese e stretto collaboratore di Tiziano, vissuto in Italia e quasi coetaneo con il Dal Pino. Si può notare che l’incisione è identica ad un’altra opera del nostro pittore (che si trova a Roma), ma che si differenzia leggermente con quella conservata a San Domenico.

 

Si può fare un vero trattato per le bellissime opere che il nostro autore ha disseminato in tutta Italia, ma basta queste poche righe per far intendere la grandezza di questo pittore.

Non sapremo mai come il dipinto sia finito a Lucera. E’ probabile che nel periodo in cui ha lavorato a Napoli, qualche signore del nostro territorio si sia innamorato del quadro. Forse qualcuno della stessa famiglia Corrado.

In conclusione, posso ritenermi soddisfatto di aver dato un nome all’autore del bellissimo quadro di San Domenico e speriamo che venga valorizzato al meglio, conoscendo ora anche l’ autore del dipinto.

Gianni Mentana

Il direttore e la redazione di Lucera.it esprimono la loro soddisfazione e si congratulano con l’amico e autore Gianni Mentana, che grazie ai suoi approfonditi studi e ricerche è riuscito, dopo secoli, a identificare con certezza il vero autore del quadro oggi erroneamente attribuito a Fabrizio Santafede.

Un risultato straordinario che conferma la passione e la dedizione di Mentana nello studio dell’arte e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Ci auguriamo che presto si possa correggere il carteggio sotto l’opera, sostituendo il nome errato con quello corretto dell’autore ossia Marco Pino.

realizzazione siti web Lucera

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