“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 421
A Lucera non si dice “ Cammino, senza uno scopo preciso“ ma si dice: “A NDÒ VACHE? A NDÒ ME PORTENE I CCÓSSE! “ – (Traduzione: Dove vado? Dove mi portano le gambe )
A Lucera non si dice “ L’invidia nasce guardando e si manifesta con la calunnia, la diffamazione, il pettegolezzo ” ma si dice: “ ‘A MMIDJE TRASE PE L’ÚCCHJE AÈSSCE P’A VOCCHE “ – (Traduzione: L’invidia entra dagli occhi ed esce dalla bocca )
A Lucera non si dice “ Sembra che il tempo stia per cambiare“ ma si dice: “ À ‘NGRUSSATE, PARE CÚME SÌ VULÈSSE VENÌ A CHJÓVE “ – (Traduzione: Il tempo va peggiorando , sembra come se voglia piovere)
A Lucera non si dice “ È una persona svelta e sempre in movimento “ ma si dice: “ QUILLE PARE ‘NA SERPUGGNÈLLE “ (Traduzione: Quello sembra una lucertola)
A Lucera non si dice “ È una persona stupida e credulona “ ma si dice: “ QUIST’ÉJE NU FÈSSE SANE SANE “ – (Traduzione: Questo è un fesso per intero )
A Lucera non si dice “ È afflitto da tanti cattivi pensieri “ ma si dice: “QUILLE ‘A NOTTE NEN DDORME, TÈNE I PULECE “ – (Traduzione: Quello la notte non dorme, ha le pulci)
A Lucera non si dice “ Le disuguaglianze sociali sono sempre esistite“ ma si dice: “A CHI CARNE E MACCARÚNE, A CHI NÍNDE E A DEJÚNE” – (Traduzione: A chi carne e maccheroni, a chi niente e al digiuno)
A Lucera non si dice “ La sua situazione economica è fortemente compromessa“ ma si dice: “ À VVASSCIATE PÚRE I RÈCCHJE “ – (Traduzione: Ha abbassato pure le orecchie )
A Lucera non si dice “ Non esce più “ ma si dice: “ S’È CEBBULLATE DÍNDE ‘A CASE “ – (Traduzione: Si è rinchiuso in casa).
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