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25 Aprile 2026
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Angolo della poesia dialettale lucerina: “GGNUTTÉVE MMACANDE” di Costantino Catapano

Lino Montanaro e Lino Zicca, hanno pensato di proporre all’attenzione dei lettori poesie dialettali di numerosi autori lucerini.

Queste, insieme a quelle dell’avvocato Enrico Venditti, costituiscono parte del patrimonio culturale della nostra città.

girlQui di seguito, la poesia “GGNUTTÉVE MMACANDE“, poesia di Costantino Catapano.

Era ore di jì a magnà e lassaje da fadegà;
p’a fianghette ca me vattève,
a vija da case già currève ma a vutate du pentone, me trove annanze na staccone,
sfanziose e cutuliate, se pegghiave tutt’a strade.
Na zènne de vennelluzze ca purtave, p’u favugne ca sciusciave, u paravise ‘ndèrre t’arruteliave.
U stommeche mère arrebbellate, a cerevelle stralunate;
me parève ch’avèsse già magnate:
quelle m’avève ‘ndummacate!

TRADUZIONE: INGOIAVO A VUOTO
Era ora di andare a mangiare e smisi di lavorare;
per il fianco che mi batteva verso casa già correvo ma alla girata dell’angolo,
mi trovo davanti un pezzo di ragazza ben fatta,
vezzosa e ancheggiante, riempiva tutta la strada.
Un poco di gonna portava, per il favonio che spirava,
il paradiso sulla terra si raccolse.
Lo stomaco era in subbuglio, il cervello inebetito;
mi sembrava di aver già mangiato: quella mi aveva lasciato senza parole!

COMMENTO
Versi di rara espressione. Le parole dipingono un quadro ove un uomo affamato si sazia nel vedere una bella ragazza, vezzosa e ancheggiante, accarezzata da un soffio di vento. Una delle più belle poesie di Costantino Catapano.

Una Rubrica di
Lino Montanaro & Lino Zicca

 

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