Oggi Dialettando, la rubrica più seguita e amata di Lucera.it, festeggia la sua 400ª uscita. La rubrica, a cura di Lino Montanaro, porta da anni alla scoperta dei modi di dire lucerini, raccontando la saggezza popolare con ironia e autenticità.
Nata il 31 agosto 2015, Dialettando è diventata un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere e riscoprire il patrimonio linguistico e culturale della nostra città. In questi anni, le rubriche di Lino Montanaro hanno raggiunto quasi un milione di letture secondo i dati di Google Analytics, confermando il grande seguito e l’affetto dei lettori.
Complimenti a Lino Montanaro per questo straordinario traguardo! La redazione di Lucera.it è felice di continuare a pubblicare la tua piacevolissima rubrica, che ogni settimana regala sorrisi, curiosità e preziose perle della tradizione lucerina.
“Dialettando” , la rubrica di Lino Montanaro propone tutti i giovedì proverbi e modi di dire lucerini, tramandati di generazione in generazione, per non dimenticare le origini della nostra amata Lucera.
DIALETTANDO 400
A Lucera non si dice “ Nessuno è perfetto, tutti hanno un difetto sconveniente o sgradevole “ ma si dice: “ U CCHJÙ MEGGHJARÍLLE TENÉVE ‘A GUALLE QUAND’E NU TENÍLLE “ – (Traduzione: Il migliore aveva l’ernia quanto una conca)
A Lucera non si dice “ Da quella persona non aspettarti niente ” ma si dice: “ ÉJE NU SANDE SÚRDE, NEN FACE GRAZZEJEE A NESSCÌÚNE “ – (Traduzione: È un santo sordo, che non fa grazie a nessuno)
A Lucera non si dice “ Ma l’avevo poco fa qui da davanti!“ ma si dice: “ QUISTE SÒ NNUMÈRE!“ – (Traduzione: Questi sono numeri!)
A Lucera non si dice “ Dove ti sei intromesso? “ ma si dice: “ MÒ ‘NDÒ SÌ JJÚTE METTÈNNE MMANE? “ (Traduzione: Adesso dove sei andato a mettere mani?)
A Lucera non si dice “ Tutti abbiamo dei difetti “ ma si dice: “ PURE ‘A MÉGGHJA VÓTTE DDEVÉNDE ACÍTE “ – (Traduzione: Anche la botte migliore diventa aceto)
A Lucera non si dice “ Sono in uno stato di forte agitazione “ ma si dice: “ GOGGE ME SÉNDE ASSCÌ L’ÀNEME DA FÓRE “ – (Traduzione: Oggi mi sento uscire l’anima di fuori)
A Lucera non si dice “ È una persona priva di sensibilità “ ma si dice: “ TÉNE I PÍLE SÓP’U CÓRE “ – (Traduzione: Ha i peli sul cuore)
A Lucera non si dice “ È una persona che non lascia mai correre “ ma si dice: “ ÉJE NÙTELE, NNE NGE VÉNE DA SÓPE ” – (Traduzione: È inutile, non ci passa sopra )
A Lucera non si dice “ Non si può essere sempre troppo fiscali “ ma si dice: “ NZE PONNE MÈTTE I PÍDE SÒP’A ÓGNE CHIANGHÈTTE, SENNÒ NGI’ARRIVE CCHJÙ A CASE “ – (Traduzione: Non si possono mettere i piedi sopra ogni basola, altrimenti non si arriva più a casa)
A Lucera non si dice “ La propria condizione deriva dal lavoro “ ma si dice: “ U MMALE E U BBÈNE DA FATÍGHE VÉNE “ – (Traduzione: Il male ed il bene dal lavoro viene)
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